Il nome dice già da dove viene tutto. Gli Uffizi erano gli uffici delle magistrature fiorentine: Cosimo I de' Medici affidò il progetto a Giorgio Vasari, che dal 1560 costruì il lungo edificio a U fra Palazzo Vecchio e l'Arno. Col tempo i Medici usarono il piano alto per esporre le loro collezioni, e da lì nacque uno dei primi musei d'Europa.
Dall'Appartamento di Charme agli Uffizi ci sono circa diciassette minuti a piedi, quasi tutti lungo l'Arno. È una distanza che permette una scelta furba: visitare il museo in due momenti diversi invece di tentare una maratona unica.
Le opere che non potete saltare
Il percorso inizia con le grandi Maestà del Duecento e del primo Trecento: Cimabue, Duccio di Buoninsegna e Giotto, messi nella stessa sala per mostrare come la pittura cambia in pochi decenni. La Maestà di Giotto, fra l'altro, viene dalla chiesa di Ognissanti, a quattro minuti dall'appartamento.
Poi arrivano le sale di Botticelli, le più affollate del museo, con la Nascita di Venere e la Primavera. Vale la pena fermarsi anche davanti al doppio ritratto dei duchi di Urbino di Piero della Francesca, con i due profili che si guardano su uno sfondo di paesaggio.
Di Leonardo ci sono l'Annunciazione, opera giovanile, e l'Adorazione dei Magi, rimasta incompiuta e per questo preziosa: si vede il disegno sotto il colore. Di Michelangelo c'è il Tondo Doni, l'unico dipinto su tavola che gli sia attribuito con certezza, ancora nella sua cornice originale. Più avanti incontrerete la Madonna del Cardellino di Raffaello, la Venere di Urbino di Tiziano e, nelle sale finali, la Medusa e il Bacco di Caravaggio.
Come prenotare e quando andare
Gli Uffizi sono tra i musei più visitati d'Italia, e senza prenotazione in alta stagione si rischia una lunga attesa all'ingresso. La soluzione è acquistare il biglietto nominativo con orario sul canale ufficiale delle Gallerie degli Uffizi, diffidando dei rivenditori che applicano sovrapprezzi. Esistono anche formule che uniscono più musei del complesso, come Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli.
Le prime ore della mattina e il tardo pomeriggio sono di solito i momenti più tranquilli. Contate almeno tre ore per una visita decente. Chi ha poco tempo può concentrarsi sul secondo piano, dove si trovano quasi tutte le opere citate sopra.
Il Corridoio Vasariano
Nel 1565, in occasione delle nozze fra Francesco de' Medici e Giovanna d'Austria, Vasari costruì in pochi mesi un passaggio sopraelevato che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti passando per gli Uffizi e sopra il Ponte Vecchio. Permetteva ai granduchi di attraversare la città senza scendere in strada. Si racconta che proprio per questo, qualche decennio dopo, le botteghe dei macellai sul ponte furono sostituite da quelle degli orafi.
Il Corridoio è rimasto chiuso a lungo per lavori e negli ultimi anni ha avuto aperture limitate e modalità di visita specifiche. Proprio perché le condizioni possono cambiare, non date per scontato di poterlo percorrere: controllate sul sito ufficiale delle Gallerie degli Uffizi se è visitabile nei giorni del vostro soggiorno e come si prenota.
Qualche consiglio per non stancarsi
Il museo si sviluppa su lunghi corridoi, e la stanchezza arriva prima di quanto si pensi. Portate scarpe comode, fate una pausa sulla terrazza sopra la Loggia dei Lanzi, dove si vede Palazzo Vecchio da vicino, e non cercate di vedere tutto. Meglio fermarsi davvero davanti a dieci opere che passare di corsa davanti a cento.
Uscendo, il lungarno porta al Ponte Vecchio in un paio di minuti. Da lì, tornare a casa costeggiando il fiume verso ovest è una delle passeggiate più belle della giornata.
Gli Uffizi in due mattine, senza fretta
Con l'Appartamento di Charme a diciassette minuti a piedi lungo l'Arno, potete dividere la visita e tornare a casa fra una sala e l'altra.